Fondi

L’E.N.A.P.I., Ente Nazionale per l’Artigianato e la Piccola Industria, fu istituito nel lontano 1925 con il compito di raccogliere le più significative testimonianze della tradizione artigianale italiana e delle piccole realtà produttive disseminate sul territorio italiano le quali, dopo le disastrose conseguenze della prima guerra mondiale, andavano faticosamente compiendo un primo tentativo di riorganizzazione. Lo scopo era, evidentemente, quello di valorizzare gli aspetti più significativi delle variegate e preziose espressioni del lavoro artigianale che costituiva da secoli il nerbo dell’economia nazionale e che andava arricchendosi e integrandosi con quelle piccole ma già consolidate realtà industriali ancora confinate nei rispettivi ambiti regionali. L’Ente fu disciolto nel 1978.
Sfogliando i 180 volumi del fondo E.N.A.P.I., conservati presso la Biblioteca delle Arti di Roma, è possibile ripercorrere la complessa vicenda che, a partire dai primi decenni del ‘900, racconta dei rapporti tra architettura, industria e artigianato, lavoro e scuola, arti applicate e laboratori manifatturieri; dei luoghi del lavoro, delle passioni e dell’impegno di intellettuali, artisti, imprenditori e artigiani che insieme furono protagonisti di una storia straordinaria in cui il dialogo costante tra sperimentazione artistica e innovazione tecnologica da una parte, e la tradizione secolare dall’altra, creò le condizioni per lo straordinario sviluppo dell’economia italiana. Una storia che senza soluzione di continuità arriva fino ai giorni nostri quando, nonostante le ricorrenti crisi economiche e la concorrenza sempre più insidiosa dei paesi emergenti, le attività della piccola imprenditoria e il settore artigianale rappresentano ancora una fra le eccellenze produttive italiane.
Dalle pagine delle preziose pubblicazioni, che seducono già solo per la veste grafica di semplice e raffinata fattura decó, sprigionano tutto il loro fascino oggetti e manufatti nei quali le esigenze funzionali si integrano armoniosamente con l’aspetto estetico e rappresentano nella misura più ampia le tendenze culturali e l’evoluzione del gusto nella prima metà del secolo scorso. La raccolta è composta per buona parte da cataloghi di esposizioni nazionali e internazionali, ma numerosi sono anche i cataloghi dedicati alle singole tipologie di prodotti: merletti, tessuti, arredi, vetro e complementi di arredo, sofisticati lavori di ebanisteria così come esempi di raffinatissima cesellatura di marmi e pietre che fanno dei volumi del fondo E.N.A.P.I. una testimonianza di inestimabile valore delle attività artigianali locali del nostro Paese. Numerose le riviste di settore (Domus, Faenza, Abitare, Casabella, Dedalo, La ceramica, ecc…)
Monografie ENAPI
FONDO CARLO MELOGRANI

La Biblioteca possiede, inoltre, un fondo di recente acquisizione costituito dai volumi provenienti dalla biblioteca privata dell’architetto Carlo Melograni (Roma 1924-2021). Urbanista e docente militante, da sempre impegnato nel dibattito politico e culturale e convinto assertore del ruolo sociale dell’architettura, Carlo Melograni è stato, tra le tante, professore di Progettazione architettonica e accademico di San Luca, ricevendo nel 2005 il Premio Presidente della Repubblica per l’Architettura da Carlo Azeglio Ciampi. Nell’attività progettuale si è occupato di interventi pubblici per l’edilizia residenziale e per i servizi collettivi, in particolare scolastici (tra gli altri, il nucleo iniziale dei padiglioni della Fiera di Bologna e il liceo Ariosto a Ferrara). Oltre ad articoli e saggi in riviste e quotidiani come «Casabella», «Domus», «Spazio e società», «l’Unità», «la Repubblica», ricordiamo fra le sue pubblicazioni: Architettura italiana sotto il fascismo (Bollati Boringhieri, 2008) e Progettare per chi va in tram. Il mestiere dell’architetto (Quodlibet, 2020). Il fondo, costituito da circa 1000 volumi, è composto da monografie specialistiche e riviste di settore di grande rilievo, come AD, D’Architettura, Rassegna dell’Istituto di architettura e urbanistica, Comunità, Spazio e società, Edilizia popolare, compresi i numeri monografici sulle case con percorso pensile – luglio-agosto 1979 – e le case basse ad alta densità – novembre-dicembre 1980.
FONDO ROSETTA ACERBI

Nata a Venezia, ma attiva a Roma per gran parte della sua vita, Rosetta Acerbi, scomparsa nel 2019, è stata una fra le più apprezzate esponenti di una ricerca figurativa che, in pittura, si contraddistingue per una sottile indagine psicologica, legata all’interpretazione della valenza simbolica dell’elemento dell’acqua, allo studio del misticismo orientale, ai valori spirituali dell’espressione artistica, a cominciare da quella musicale. L’interesse per la musica non è casuale: nel 1962 la pittrice sposa Goffredo Petrassi (Zagarolo 1904 – Roma 2003), uno fra i più celebri compositori italiani del XX secolo, docente in diversi conservatori nazionali e internazionali, oltre che autore di numerose composizioni nelle quali la tradizione del teatro lirico e della musica sacra dialoga con quella dei repertori popolari italiani. Vincitrice del Premio alla carriera Vittorio De Sica nel 2008 e protagonista di numerose rassegne allestite in tutto il mondo (Roma, Parigi, Barcellona, Amburgo, Vienna, Varsavia, New York, Mishima), Rosetta Acerbi è da considerarsi la legittima erede nel Novecento della stagione artistica del Rinascimento veneto, tanto da mantenere vivo, durante tutta la vita, il rapporto con la sua città natale: negli anni Ottanta vi espone in una mostra personale e nel 2011 viene invitata al Padiglione Italia della 54° Esposizione d’Arte Internazionale della Biennale di Venezia.
Il fondo, costituito da circa 850 volumi, è composto da monografie specialistiche, collane e riviste di notevole importanza, quali I maestri del colore, Forma e colore, Art e Dossier e Cahiers d’Art. Coerentemente con gli interessi e gli orientamenti culturali di Rosetta Acerbi, la maggior parte dei testi è dedicata – oltre che alla città di Venezia – alla produzione artistica del XIX e del XX secolo in ambito nazionale e internazionale.
Biblioteca delle Arti